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Guido Sacerdoti: ‘La pittura come vita’ in mostra a Napoli

Guido Sacerdoti, Ritratto di Marcella

Guido Sacerdoti, Ritratto di Marcella

30 dipinti per raccontare il percorso artistico di un uomo che ha saputo coniugare la passione per la scienza con quella per l’arte facendo della cultura del “bello” una filosofia di vita da coltivare e disseminare per le generazioni a venire prima ancora che per se stesso. Quest’uomo è Guido Sacerdoti e i 30 lavori prodotti tra la fine degli anni ’50 e il 2013 sono quelli della mostra “La pittura come vita” che la Fondazione Valenzi ha voluto per celebrare il talento di una delle figure più care alla Napoli intellettuale, venuta a mancare alla fine del luglio scorso per un male incurabile.

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Carnevale della chimica #32: gli strumenti indispensabili, utili e teorici per il chimico

Bunsen-doodle-google-200thLa pioggia di questi giorni e i primi golf indossati dopo mesi di abiti leggeri, mi ricordano che l’estate è ormai lontana e tra un po’ arriverà l’inverno. Eh già, il tempo scorre rapido e senza accorgercene siamo arrivati quasi alla fine di ottobre.

Ottobre?! Ma dove eravamo rimasti? Ah già, avrei dovuto ospitare la 32esima edizione del Carnevale della chimica. Avrei perché causa di forza maggiore l’appuntamento di settembre è salto. E con lui la possibilità per voi di vedere il frutto del vostro lavoro e di scoprire chi ospiterà l’edizione successiva. Ma ne dispiace immensamente. D’altra parte i tempi sono quelli che sono e lavorar bisogna e tanto anche. Arrabattarsi tra tre-quattro, a volte anche cinque piccole collaborazioni per fare meno di un mezzo stipendio decoroso. E tra un salto mortale e l’altro succede che se c’è un’emergenza da risolvere con una di queste collaborazioni tutti gli incastri della macchina che gira già al massimo dei giri vada in panne. Mettiamola così: abbiamo fatto fare una vacanza forzata in bassa stagione al nostro Carnevale. Tuttavia, poiché non mi sembra giusto non dare il giusto risalto ai vostri preziosissimi contributi vorrei rimediare pubblicando oggi il post conclusivo dell’edizione mancante.

È ora, dunque, del Carnevale della chimica #32 che come spero ricorderete doveva essere dedicato agli “Strumenti della chimica”. Un tema facile facile ma importante. Dopo l’edizione dedicata alla “Chimica dei gas” qualche mese fa, mi sembrava giusto dare spazio a un altro dei temi fondamentali con cui tutti gli studenti si trovano a dover fare i conti sin dalle loro prime lezioni. Con la differenza però che i gas di solito sono considerati molto complessi e affrontati con più impegno, mentre gli strumenti illudono facilmente lo studente di essere di fronte a quell’argomento facile e noioso che il prof “non chiederà mai”. Peccato che “il prof” non lo chiederà perché lo darà per scontato. A partire dai primi strumenti che il chimico comincia a usare, ovvero quelli che compongono la famosa vetreria di laboratorio: becker, beute, cilindri di tutte le misure, pipette graduate, ecc.

Prendiamo quindi il testimone da Palmiro che ha ospitato nel suo blog Knedliky (czechfood.blogspot.it) l’edizione di agosto dedicata a “La chimica in microbiologia”  e passiamo senza ulteriori indugi alla 32esima edizione dedicata appunto ai nostri strumenti.
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Arteterapia per gorilla e scimpanzé: italiana in Uganda per curare i traumi degli animali con pennelli e colori

Arteterapia-tra-i-gorilla«La pittura aiuta i primati a recuperare un rapporto con gli altri simili della propria specie, tornando così a una nuova vita in libertà, proprio come accade anche negli umani». Ne è convinta per averlo osservato personalmente Mariangela Ferrero, psicoterapeuta che per buona parte dell’anno cura il disagio umano a Pinerolo, vicino a Torino, ma appena può corre in Uganda, nel Centro di recupero «Ngamba Island Chimpanzee Sanctuary» per curare gorilla e scimpanzé traumatizzati (foto). Continua a leggere


Dal dipinto alla mente: la scienza del comportamento nascosta dentro i quadri

La mente dipinta, copertina del libro di Alfonso TroisiSi può parlare di scienza del comportamento anche a partire da un quadro. Di solito avviene l’opposto: si decide l’argomento, lo si sviluppa e se si è grandi conoscitori del mondo dell’arte o si è un po’ esperti con le ricerche online si riesce ad associare l’immagine dell’opera d’arte più adatta a illustrare il concetto. Qualcuno ha provato a parlare di scienza della mente andando a sondare quel che accade nel cervello mentre si guarda un dipinto. Ma da qui a fare inferenze su quel che la mente prova davvero davanti a un capolavoro ancora ce ne vuole.

Lo psichiatra Alfonso Troisi ha provato però ad andare oltre i soliti schemi dell’arte illustrativa e le fredde immagini ricostruite dagli strumenti di imaging cerebrali, lasciando fluire liberamente i pensieri davanti ai dipinti. Ne è nato un libro, “La mente dipinta” (Fioriti Edizioni, 2013), che parla di scienza del comportamento, ma in cui i veri protagonisti  sono i quadri. Continua a leggere


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