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Carnevale della chimica #32: gli strumenti indispensabili, utili e teorici per il chimico

Bunsen-doodle-google-200thLa pioggia di questi giorni e i primi golf indossati dopo mesi di abiti leggeri, mi ricordano che l’estate è ormai lontana e tra un po’ arriverà l’inverno. Eh già, il tempo scorre rapido e senza accorgercene siamo arrivati quasi alla fine di ottobre.

Ottobre?! Ma dove eravamo rimasti? Ah già, avrei dovuto ospitare la 32esima edizione del Carnevale della chimica. Avrei perché causa di forza maggiore l’appuntamento di settembre è salto. E con lui la possibilità per voi di vedere il frutto del vostro lavoro e di scoprire chi ospiterà l’edizione successiva. Ma ne dispiace immensamente. D’altra parte i tempi sono quelli che sono e lavorar bisogna e tanto anche. Arrabattarsi tra tre-quattro, a volte anche cinque piccole collaborazioni per fare meno di un mezzo stipendio decoroso. E tra un salto mortale e l’altro succede che se c’è un’emergenza da risolvere con una di queste collaborazioni tutti gli incastri della macchina che gira già al massimo dei giri vada in panne. Mettiamola così: abbiamo fatto fare una vacanza forzata in bassa stagione al nostro Carnevale. Tuttavia, poiché non mi sembra giusto non dare il giusto risalto ai vostri preziosissimi contributi vorrei rimediare pubblicando oggi il post conclusivo dell’edizione mancante.

È ora, dunque, del Carnevale della chimica #32 che come spero ricorderete doveva essere dedicato agli “Strumenti della chimica”. Un tema facile facile ma importante. Dopo l’edizione dedicata alla “Chimica dei gas” qualche mese fa, mi sembrava giusto dare spazio a un altro dei temi fondamentali con cui tutti gli studenti si trovano a dover fare i conti sin dalle loro prime lezioni. Con la differenza però che i gas di solito sono considerati molto complessi e affrontati con più impegno, mentre gli strumenti illudono facilmente lo studente di essere di fronte a quell’argomento facile e noioso che il prof “non chiederà mai”. Peccato che “il prof” non lo chiederà perché lo darà per scontato. A partire dai primi strumenti che il chimico comincia a usare, ovvero quelli che compongono la famosa vetreria di laboratorio: becker, beute, cilindri di tutte le misure, pipette graduate, ecc.

Prendiamo quindi il testimone da Palmiro che ha ospitato nel suo blog Knedliky (czechfood.blogspot.it) l’edizione di agosto dedicata a “La chimica in microbiologia”  e passiamo senza ulteriori indugi alla 32esima edizione dedicata appunto ai nostri strumenti.
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Carnevale della chimica #28: si parla di chimica dei gas

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E’ arrivato il momento che tutti i blogger aspettano ogni 23 del mese. Non è lo stipendio, ma qualcosa di ugualmente gratificante: è il giorno di uscita del post comprensivo di tutti i contributi arrivati per il Carnevale della chimica del mese in corso.Oggi è il giorno della chimica dei gas, il tema che ho scelto per l’edizione numero 28. Senza ulteriori indugi apriamo le danze. Continua a leggere


Idrati di metano: ghiaccio che brucia e triangolo delle Bermuda, è la chimica che spiega i “misteri”

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Sembra proprio che anche Rai scienze voglia partecipare al nostro Carnevale della chimica. Qualche giorno fa, ha pubblicato infatti sul suo canale Youtube un video tratto dalla puntata di Geo&Geo del 29 aprile 2013 in cui si parla dei gas idrati. E l’edizione numero 28 del Carnevale della chimica che sarà ospitata da questo blog è dedicata appunto alla Chimica dei gas. Vediamo quindi che cosa ci hanno raccontato a Geo scienza di questi gas con potenzialità straordinarie e qualche piccolo retroscena curioso.

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Carnevale della chimica #28: il tema per il mese di maggio 2013

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Eccoci di nuovo qui a parlare di Carnevale della chimica. L’edizione numero 27 si è appena conclusa, ma catalizzatori e catalisi che costituivano il nucleo centrale del tema del carnevale ospitato dal Marco Capponi’s blog hanno impresso velocità e brio alle nostre dita. E quindi non stacchiamole neanche dalle tastiere: raccogliamo il testimone e ripartiamo subito di slancio con l’edizione di maggio. Continua a leggere


Mimetismo chimico: quando il topo imita l’odore del gatto

Domestic Cat (Felis catus) and House Mouse, cat intently watching mouse on carpet by furniture

Lo scontro di meccanismi di difesa tra api ed esseri umani ci ha introdotto nel tema molto intrigante della 26esima edizione del Carnevale della chimica che è appunto “la chimica della difesa”. Continuiamo ad occuparcene con un caso di difesa piuttosto singolare: il mimetismo chimico.

A metterlo in atto è il topo quando si sente minacciato da un suo predatore, mentre a fare la sorprendente scoperta sono stati i ricercatori dell’Università di Losanna in Svizzera che ne hanno dato notizia all’uscita dello studio sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” qualche giorno fa.

L’odore della paura

Era noto, infatti, che in condizioni di pericolo, i topi emettono particolari segnali olfattivi che mettono in guardia i compagni, spingendoli ad adottare il caratteristico comportamento di freezing (letteralmente “congelamento”, in pratica l’animale di immobilizza fingendosi morto).

La percezione dei segnali chimici di allarme presenti nell’ambiente è essenziale per la sopravvivenza delle specie. Nei mammiferi questa forma di comunicazione avviene attraverso il rilascio di un odore da parte dei predatori, che avvertono così involontariamente la preda, oppure attraverso la produzione di feromoni da parte della preda in condizioni di stress, che vengono avvertiti dai conspecifici. Il… Continua a leggere


Allergia al veleno dell’ape: le difese dell’insetto contro quelle dell’uomo

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La primavera sta tornando. Si sente già un po’ nell’aria. Presto gemme e fiori spunteranno ovunque e un carico di colori e profumi riempirà le nostre giornate. Insieme ai fiori arriveranno, però, anche gli insetti impollinatori. E se la cosa, da un lato, contribuirà a farci assaporare le delizie di questa stagione ricca di umori e sensazioni grazie al miele elaborato dalle api, proprio le api e gli altri colleghi imenotteri potrebbero decidere di farci assaggiare anche il lato meno piacevole della loro presenza: le punture.

Il problema è noto da millenni. Antiche iscrizioni rupestri testimoniano che le conseguenze spiacevoli delle punture degli imenotteri aculeati erano conosciute dagli uomini dell’età della pietra. Per la maggior parte di noi si tratta comunque di fastidi contenuti, per fortuna. Dolore, rossore e formicolio nella zona colpita per qualche ora e un ponfo nel punto di inoculo che persiste per un paio di giorni. Per alcuni le punture di questi insetti si rivelano invece fonte di parecchi guai e perfino di morte, se non si interviene con tempestività. Ogni anno in questo periodo vengono riportati casi di decessi a seguito di punture di api o vespe che spesso balzano agli onori… Continua a leggere


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