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Farmaci galenici: cosa sono e quando si usano

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Abbiamo appena visto cosa sono i farmaci galenici in una definizione breve, giusto per capire di cosa si tratta, ma senza entrare troppo nei particolari. Il tema però è molto interessante e, poiché credo che ci sia ancora parecchia confusione intorno a questi farmaci, ho deciso di approfondire la questione intervistando direttamente il farmacista. Anzi “la” farmacista. Per accompagnarci in questo viaggio nel mondo dei galenici, ho chiesto aiuto a Massimilla Manetti Ricci, farmacista e blogger di Il serpente di Galeno e ora di La salute del serpente su Linkiesta, ma soprattutto cara amica con cui ho già avuto modo di confrontarmi altrove, e che spero di ritrovare spesso anche qui.

1) La percezione oggi è quella di un mercato farmaceutico capace di dare a tutti una risposta perfetta per qualunque bisogno. Addirittura produciamo farmaci per malattie che ancora non esistono. Che senso ha la richiesta di farmaci galenici creati su misura per il paziente su richiesta del medico e quanto è frequente?

La tradizione della preparazione galenica è un fiore all’occhiello per la professionalità del farmacista e avrebbe dovuto essere maggiormente salvaguardata, perché oggi sta assumendo, paradossalmente, una valenza anche superiore al passato: infatti c’è addirittura una rete di farmacie italiane che si occupa proprio di allestire i cosiddetti ‘farmaci orfani’, qui farmaci cioè che alle case farmaceutiche non conviene più produrre. Inoltre, ci sono le preparazioni per i neonati prematuri o portatori di patologie per i quali occorre allestire la preparazione in farmacia a causa dei bassissimi dosaggi che non si trovano in commercio. E poi ci sono i preparati dermatologici, prescritti dal dermatologo. Diciamo che la galenica è un supporto indispensabile laddove l’industria non arriva, perché non arriva “dappertutto” come spesso ci si illude.

2) Tutte le farmacie potrebbero soddisfare un cliente che si presenta con una richiesta del medico per un galenico?

In teoria tutte le farmacie dovrebbero essere dotate di un laboratorio funzionante ed essere in grado di soddisfare la richiesta del paziente. Nella realtà dipende da quante sono le preparazioni galeniche che arrivano a quella farmacia. Un laboratorio efficiente ha un costo, così come i quantitativi di materie prime necessarie che scadono anche rapidamente. Dunque va fatto una valutazione sul numero di richieste.

3) Per quali patologie viene fatta questo tipo di richiesta?

Come ti ho già anticipato le preparazioni riguardano quelle dermatologiche, quelle per neonati, quelle per farmaci orfani. Fino a poco tempo fa esisteva anche un florido mercato, non proprio sano, di preparazioni ad effetto anoressizzante con fendimetrazina, e quindi per il trattamento dell’obesità, ora assolutamente proibito per ritiro dal commercio della sostanza. Quello è stato un tipo di galenico assai remunerativo, ma pericoloso per i pazienti e che non condivido.

4) Come vengono prodotti i farmaci galenici e che formulazione hanno (compresse, soluzioni, capsule)?

Si producono mettendo insieme i principi attivi nella concentrazione indicata dal medico con gli eccipienti necessari a stabilizzare il prodotto e a dargli la forma voluta o più adatta a quel tipo di farmaco. Virtualmente si potrebbero produrre galenici in tutte le formulazioni che escono anche dall’industria, ma più frequentemente si preparano pomate, gocce, sciroppi e capsule. Ormai poco le supposte, mentre per colliri e iniettabili la preparazione è molto più delicata perché i requisiti richiesti sono molti, tra i quali anche la sterilità.

5) I galenici prodotti in farmacia sono efficaci e sicuri quanto i farmaci industriali?

Sono ugualmente efficaci e sono sicuri, perché devono essere rispettate delle norme ben precise, dette ‘Norme per la buona preparazione’, contenute nella Farmacopea. E in certo senso sono anche più efficaci e sicuri perché vengono prescritti proprio per dare al paziente un farmaco che sia perfetto per tipo e dosaggio al suo problema. L’alternativa sarebbe, infatti, non dargli nulla perché non c’è, o dargli qualcosa che possa andar bene ma su cui non si riesce ad avere un buon controllo.

6) Come si stabilisce il costo dei farmaci galenici? Sono mutuabili?

Il costo è suddiviso tra sostanza, onorario professionale, costo del recipiente (diverso dal cartaceo), eventuali addizionali per sostanze particolari, come veleni, sostanze coloranti o corrosive. Purtroppo non sono mutuabili, tranne che nella regione autonoma del Trentino Alto Adige per la radicata tradizione austriaca delle preparazioni. Però anche lì sono rimborsabili solo alcuni tipi.

7) La mia impressione è che sui galenici ci sia molta confusione, motivo per cui li ho scelti come prime lemma del dizionario medico-farmaceutico di Arte e salute. In particolare credo che molte persone scambino i galenici con i farmaci naturali o omeopatici venduti in farmacia ma fatti a livello industriale, oppure fatti dal farmacista ma sempre da piante e simili. Lo si vede anche dalle immagini di mortai e pestelli attorniati da piante e fiori che escono se si cerca in rete “farmaci galenici”. È corretto?

La confusione c’è e deriva dal fatto che in effetti molte preparazioni galeniche sono e sono state di tipo fitoterapico. Ma mortaio, vasi di farmacia e pestelli sono strumenti propri del farmacista preparatore, almeno quello delle tradizione. Oggi i laboratori sono molto più tecnici e con apparecchi sofisticati che rendono le preparazioni sempre più simili a quelle industriali.

Spero di essere stata esauriente e chiara.

 

Altroché! Così chiara che credo proprio sfrutteremo la tua pazienza anche in altre occasioni. Nel frattempo i miei lettori che hanno voglia di scoprire tutto ciò che sui farmaci di solito i media non dicono possono venirti a trovare nel blog “La salute del serpente”.

2 risposte a Farmaci galenici: cosa sono e quando si usano

    • Onore, dai! Mi fa piacere. E a dirla tutta mi rodeva parecchio averla dovuta nascondere, letteralmente, sul vecchio Arte e salute perché “gli ex non sono più graditi” nemmeno come esperti intervistati. Questa cosa ha creato una rottura tra me e la redazione. Non dico che sia questo il motivo della chiusura del blog ma di sicuro non hanno gradito le mie proteste. Vabbé dai in fondo è meglio così: qui è un posto più adatto ed è molto probabile che avremo molte più possibilità di collaborare 🙂

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