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Idrati di metano: ghiaccio che brucia e triangolo delle Bermuda, è la chimica che spiega i “misteri”

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Sembra proprio che anche Rai scienze voglia partecipare al nostro Carnevale della chimica. Qualche giorno fa, ha pubblicato infatti sul suo canale Youtube un video tratto dalla puntata di Geo&Geo del 29 aprile 2013 in cui si parla dei gas idrati. E l’edizione numero 28 del Carnevale della chimica che sarà ospitata da questo blog è dedicata appunto alla Chimica dei gas. Vediamo quindi che cosa ci hanno raccontato a Geo scienza di questi gas con potenzialità straordinarie e qualche piccolo retroscena curioso.

UNA TEORIA CHIMICA PER IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA. I gas idrati sono composti solidi formati da acqua e gas naturali, hanno un’apparenza simile al ghiaccio sporco e liberano gas naturale e acqua. I maggiori giacimenti si trovano sul fondo del mare e qualcuno pensa che possano essere implicati nella scomparsa delle navi del triangolo delle Bermude.  In che modo lo spiegano a Geo Scienza Umberta Tinivella e Michela Giustiniani dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste con un divertente esperimento chiarificatore che tira in ballo anche il principio di Archimede per il galleggiamento dei corpi. Come potete vedere anche nel video qui sotto non si tratta di qualcosa di molto complesso come la spinosa questione del Triangolo delle Bermuda lascerebbe supporre (notate però il sorriso bonario della scienziata verso il presentatore che rimarca più volte questa possibile spiegazione del mistero 🙂 ). Ma questa è solo una delle possibili implicazioni dei gas idrati e gli idrati di metano in particolare.

GHIACCIO BOLLENTE! Un altro fenomeno assai curioso che li vede coinvolti è ad esempio quello del ghiaccio che brucia che potete vedere all’inizio del video. Nonostante l’effetto molto scenografico, si tratta anche in questo caso di una spiegazione molto semplice, una volta chiarita la chimica di questi prodotti della natura (i gas idrati si formano infatti per specifiche concentrazioni di gas in condizioni particolari di alte pressioni e basse temperature per cui le molecole di gas si ritrovano intrappolate nel reticolo di molecole d’acqua solidificata).

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FONTI ENERGETICHE PER IL FUTURO. La loro importanza si scopre in realtà quando si vanno a considerare le potenzialità dei gas idrati in ambito energetico. Queste sono enormi: basti solo pensare che 1m3 di gas idrato potrebbe fornire il gas per cucinare a una famiglia italiana media di 3 persone per un anno intero! L’energia del futuro, insomma.

Ma non solo. I gas idrati potrebbero servire anche per purificare l’acqua che usiamo con costi decisamente inferiori a quelli dei sistemi attuali. Sull’impiego intensivo dei gas idrati bisognerà però indagare bene perché nell’economia idrogeologica del Pianeta (servono anche a stabilizzare i fondali marino) e nell’equilibrio dell’ecosistema marino, i depositi di gas idrati sono fondamentali. Trovate tutto nel video qui sotto.

Con questo post approfitto per ricordarvi che domani è l’ultimo giorno utile per inviarmi i vostri contributi al Carnevale della chimica #28. Non siate timidi: la chimica dei gas è solo il tema suggerito, ma qualunque vostro post a tema chimico sarà ben accetto. Fatevi avanti miei blogger! L’indirizzo è sempre emanuelzerbinatti@gmail.com

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