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Carnevale della chimica #32: gli strumenti indispensabili, utili e teorici per il chimico

Bunsen-doodle-google-200thLa pioggia di questi giorni e i primi golf indossati dopo mesi di abiti leggeri, mi ricordano che l’estate è ormai lontana e tra un po’ arriverà l’inverno. Eh già, il tempo scorre rapido e senza accorgercene siamo arrivati quasi alla fine di ottobre.

Ottobre?! Ma dove eravamo rimasti? Ah già, avrei dovuto ospitare la 32esima edizione del Carnevale della chimica. Avrei perché causa di forza maggiore l’appuntamento di settembre è salto. E con lui la possibilità per voi di vedere il frutto del vostro lavoro e di scoprire chi ospiterà l’edizione successiva. Ma ne dispiace immensamente. D’altra parte i tempi sono quelli che sono e lavorar bisogna e tanto anche. Arrabattarsi tra tre-quattro, a volte anche cinque piccole collaborazioni per fare meno di un mezzo stipendio decoroso. E tra un salto mortale e l’altro succede che se c’è un’emergenza da risolvere con una di queste collaborazioni tutti gli incastri della macchina che gira già al massimo dei giri vada in panne. Mettiamola così: abbiamo fatto fare una vacanza forzata in bassa stagione al nostro Carnevale. Tuttavia, poiché non mi sembra giusto non dare il giusto risalto ai vostri preziosissimi contributi vorrei rimediare pubblicando oggi il post conclusivo dell’edizione mancante.

È ora, dunque, del Carnevale della chimica #32 che come spero ricorderete doveva essere dedicato agli “Strumenti della chimica”. Un tema facile facile ma importante. Dopo l’edizione dedicata alla “Chimica dei gas” qualche mese fa, mi sembrava giusto dare spazio a un altro dei temi fondamentali con cui tutti gli studenti si trovano a dover fare i conti sin dalle loro prime lezioni. Con la differenza però che i gas di solito sono considerati molto complessi e affrontati con più impegno, mentre gli strumenti illudono facilmente lo studente di essere di fronte a quell’argomento facile e noioso che il prof “non chiederà mai”. Peccato che “il prof” non lo chiederà perché lo darà per scontato. A partire dai primi strumenti che il chimico comincia a usare, ovvero quelli che compongono la famosa vetreria di laboratorio: becker, beute, cilindri di tutte le misure, pipette graduate, ecc.

Prendiamo quindi il testimone da Palmiro che ha ospitato nel suo blog Knedliky (czechfood.blogspot.it) l’edizione di agosto dedicata a “La chimica in microbiologia”  e passiamo senza ulteriori indugi alla 32esima edizione dedicata appunto ai nostri strumenti.

Cercando l’acqua su Oceano

Laboratorio-chimica-tecnologia La palma d’oro per il blogger più veloce a mandare i link per questo Carnevale spetta a Roberto Flaibani che dal suo blog Il Tredicesimo Cavaliere ci segnala l’articolo della dottoressa Simonetta Ercoli, biologa naturalista del Planetario di Perugia, la quale ci porta nello spazio siderale a caccia di pianeti abitabili. Arriviamo infatti in prossimità di Europa dove Roberto ci dà gli ultimissimi “Aggiornamenti” sulla chimica del suo oceano. Pensate che è circa 4 volte più grande della somma di tutta l’acqua presente sulla Terra.
Indubbiamente si tratta di una notizia incoraggiante. Ma se decidete di andarci calcolate bene su quale faccia del pianeta è meglio atterrare. Intanto che voi ci ragionate su io vi chiedo: vi sembra un “clamoroso off-topic rispetto al tema suggerito”, come sostiene lo stesso Autore? Mah, in fondo nemmeno tanto! Anche queste rilevazioni sulla chimica dei pianeti e dell’Universo hanno bisogno di strumenti. Certo, non sono quelli che i chimici usano tutti i giorni nei loro laboratori. Ma è comunque di assoluto interesse per il nostro tema.

Chimica tra scienza e poesia

Raffaele Ragone del blog RaffRag’s Una Tantum ha recuperato per noi l’acqua di Mpemba,  il post che parla dell’effetto omonimo, osservato e spiegato dallo studente della Tanzania di cui porta il nome, e che inizia a introdurre il concetto di proprietà colligative. Immagino che qui abbiate capito tutti dove stia il nesso con l’argomento di questo Carnevale. Le proprietà colligative sono tutte quelle proprietà dei liquidi (e quindi anche dell’acqua) che dipendono dalla quantità delle sostanze in essi disciolte (i soluti) e che stanno alla base del motivo per cui in un laboratorio chimico c’è la necessità di utilizzare liquidi purificati da tali sostanza in modo da poter creare soluzioni pure del solo soluto che decidiamo di mettergli. La cosiddetta acqua distillata che si ottiene dopo questa purificazione va via, insomma, come il pane nella “cucina” del chimico, tanto che a considerarla uno strumento in più tra gli indispensabili non si va poi così lontani dal vero.
Approfitto del fatto che questa edizione del Carnevale la ospitiamo qui su Arte e salute per ricordarvi che il nostro Raffaele appartiene a quella schiera di uomini (e donne) di scienza che non disdegnano di fare qualche volta capolino nel campo meno familiare delle arti e delle lettere. Per diletto o per passione il nostro Raffaele è pure bravo. Ne ha fatto pure un libro, La ruggine degli aghi. Ma se lo invitate per la presentazione non chiedetegli, al solito, “Come mai un chimico si mette a scrivere poesie?”: l’ha già spiegato ampiamente in questo post

A proposito di poeti, che cosa ha scritto di bello sulla chimica l’altro nostro poeta Marco Fulvio Barozzi? Curiosando nel suo blog Popinga troviamo il post Alberto Cavaliere oltre la chimica. Per chi non lo sapesse Cavaliere è l’Autore di Chimica in versi, libro sul quale hanno scritto anche Dario Bressanini in un suo storico articolo. In effetti c’è molto di cui discutere su di lui. Scrisse centinaia di poesie sui più svariati argomenti, nelle quali l’elegante e arguto umorismo, unito a una buona capacità tecnica, rende accessibile la materia trattata mediante versi ligi alla tradizione, talora deliberatamente ottocenteschi, e lontanissimi dagli sperimentalismi.

In effetti c’è molto di cui discutere su di lui. Non per lo stile, “elegante e dotato di arguto umorismo” o la qualità tecnica dei contenuti sempre “buona”. Ma per la mole di materiale prodotta e l’ampiezza delle tematiche. Cavaliere “scrisse centinaia di poesie e sui più svariati argomenti” riuscendo a rendere sempre accessibile la materia di volta in volta trattata. Marco ha sezionato per noi tre componimenti da questa poliedrica produzione poetica: uno suggestivamente attuale, uno più intimista e un altro che definirei semplicemente geniale che suona un po’ come “a’livella di un chimico”, una spassosa analisi chimica dei componenti del corpo umano, che si conclude con la constatazione che da morti siamo tutti uguali e la gloria mondana è pura illusione.

Laboratorio-regio-istituto-cremonaVisto che siamo in tema scienza e poesia vorrei segnalarvi che è appena uscito il libro “Fisica quantistica per poeti“. Non c’entra moltissimo con la chimica, però è molto interessante la riflessione che a partire da questo libro Peppe Liperti fa nel blog Rangle sul divulgare la scienza, rendere semplici concetti difficili e quella strana abitudine di considerare alcune categorie di persone (in questo caso poeti) degli “inetti scientifici” che ricorda molto i vari libri di divulgazione scientifica (?) “for dummies .

Dalla poesia alla pittura il passo è breve quando si tratta di Carnevale della chimica e infatti la nostra amica Carla Citarella dell’Atelier delle attività espressive ci parla di Tiziano Vecellio e la tecnica coloristica, ovvero come il colore e le sue gradazioni possono diventare mezzo espressivo come e più dei tratti essenziali del disegno che vi soggiace. Ovviamente una tale rivoluzione nella pittura del ‘5oo è stata accompagnata e resa possibile dalle tecniche di produzione dei colori, a olio in questo caso. Dal ‘500 ai giorni nostri Carla ci porta nell’arte contemporanea col suo secondo contributo dedicato a L’arte giapponese e le incisioni di Shigeki Tomura. Cambiano i tempi e le culture ma la sostanza è sempre la stessa: innovazioni artistiche e tecnologiche vanno di pari passo. E l’arte giapponese in particolare ha sempre rappresentato “l’unicità del connubio tra tradizione, artigianalità e sapiente conoscenza dei materiali e delle tecniche”. Sarà questo un altro motivo per cui l’oriente artistico ha sempre suscitato grande fascino negli artisti occidentali da Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec, Monet, Cezanne, Van Gogh, fino a Gauguin e Chagall? Leggete il post di Carla e lo scoprirete.

“Scienziati contro” tra Siria, armi chimiche e Premi Nobel

Lasciamo la delicatezza allusiva della poesia e la forza espressiva dei colori per passare alle piante e alla loro intelligenza sottile grazie a Palmiro Zavorka che nel blog Knedlinky ci parla di NADES (Natural Deep Eutectic Solvents) ovvero le sostanze che rendono possibile l’accumulo di livelli elevati di composti poco solubili o insolubili in solventi acquosi nei vegetali. L’argomento è stato studiato in particolare dal Prof. Robert Verpoorte a Leiden e da Young Hae Choi. E Palmiro ne ha sintetizzato le scoperte per noi.

0352 - ECHOSRimaniamo in “ambiente acquoso” con una scoperta molto meno piacevole. Nel suo secondo contributo il nostro blogger ci parla infatti delle 300 tonnellate di acqua dell’Oceano Pacifico che sarebbero state contaminate a causa di una perdita nella centrale di Fukushima. I sistemi di contenimento funzionano poco, insomma. E a distanza di due anni, mese più mese meno, siamo ancora qui ad aggiornarne danni e conseguenze del disastroso terremoto che ha sconvolto il Giappone.

Il progresso scientifico e tecnologico in questo caso ci ha fatto pagare un prezzo molto alto contro la forza dirompente della Natura. Paradossalmente però ora siamo in cerca di soluzioni tecnologiche nuove che ci tirino fuori dai guai e che al contempo riescano a stimare questo tipo di rischi in modo da riuscire in futuro a prevederli e a prevenirne le conseguenze. Non funziona sempre e spesso sono anzi proprio i software di analisi dei dati già disponibili a creare i maggiori problemi. Spesso quando si ha a disposizione un risultato nuovo i programmi di elaborazione dati non sono infatti impostati per vedere o accettare il risultato, finendo per scartarlo come “indesiderato”. E’ successo nella più recente saga dell’RNA circolare che Palmiro ci racconta nel post dal titolo Progresso scientifico, reviewers critici e software inadeguati. Tornando alla perdita  dalla centrale di Fukushima che sta inquinando il Pacifico il nostro blogger ci racconta quali conseguenze questo abbia sulla catena alimentare e sulle paure comprensibili dei consumatori che ora ricercano prodotti a Zero Becquerel, ovvero prodotti e lavorati ad ovest del Paese, lontano dai territori teatro della tragedia o toccati dalla contaminazione. Nel caso a qualcuno sia venuto qualche dubbio sull’oggetto della nostra conversazione Palmiro ha aggiunge anche un video che spiega cos’è il Plutonio.

Di disastro in disastro, il mese scorso si è parlato molto anche della strage in Siria che ha fatto temere seriamente l’inizio di una nuova guerra tra i due principali schieramenti mondiali con a capo USA e Russia rispettivamente. Pomo della discordia: l’uso di armi chimiche da parte regime siriano contro la sua stessa popolazione in rivolta. Cosa sia realmente accaduto, ovvero chi ha lanciato cosa, non è per nulla chiaro. L’unica certezza sono le centinaia di migliaia di vite innocenti andate perdute. E se tanto bastava per legittimare la necessità di fare chiarezza, non si capisce perché il resto del mondo avrebbe dovuto piegarsi alla volontà degli USA di partire subito con la spedizione punitiva. Per loro molti dubbi fanno sempre una certezza: si deve intervenire con la forza. Le mediazioni non vengono prese in considerazione nemmeno nel ragionevole sospetto che così una situazione precaria rischi di degenerare in un nuovo conflitto mondiale, come in questo caso. Per ora il forte rischio sembra leggermente rientrato, ma abbiamo sudato freddo per diversi giorni durante i quali  la rete ha seguito l’evolversi della situazione da tutti i punti di vista. Molti blogger che gravitano nell’area scientifica si sono concentrati sulle notizie che riguardavano in particolare il tipo di armi chimiche sospettate di essere state utilizzate per la strage. Ora la Siria sembra un problema risolto perché i giornali non se ne occupano più. Ma conviene rifare il punto della situazione poiché ciò che si cerca di nascondere sotto un velo di silenzio, prima e poi riemerge. Ne hanno parlato ampiamente il blog della Società Chimica Italiana (SCI) e il blogger Paolo Pascucci.

1laboratorio-chimica-oggiIl blog della SCI si è occupato in particolare della questione “armi chimiche”. Il primo post sul tema si intitola non a caso Sarin. Il secondo  è dedicato invece ai metodi per rilevare gli agenti nervini con una piccola anteprima dal libro “Photochemistry and photophysics” (Wiley, 2013) firmato come coautore da Vincenzo Balzani e ad altre notizie sulla guerra chimica. Il terzo contributo riguarda infine L’Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche (OPCW).
Gli amici del blog ufficiale della Società Chimica Italiana hanno voluto però contribuire anche al tema cardine di questa edizione del Carnevale. Vi segnalo in particolare La bilancia di Mohr-Westphal e Quando la chimica era ingenua. Nel post La chimica analitica del XXI secolo ci raccontano invece di come si evoluto il lavoro di controllo di qualità dei prodotti in conseguenza dell’apertura delle frontiere all’interno dell’Unione europea e della globalizzazione del mercato. I prodotti che si vuole fregiare con le diciture DOP e IGP devono passare prima rigidi controlli di laboratorio che ne dimostrino l’origine. Un problema non sempre facile per i ricercatori e gli enti deputati al controllo. Rimanendo in tema alimentare ci invitano a riflettere su Pane, sale e spettroscopia. Quest’ultimo titolo vi ricorda vagamente un film? In questo post non sperateci troppo. Però se vi ispira il connubio chimica e cinematografia potete leggere Col fiato sospeso. Si tratta di una breve presentazione dell’omonimo film tratto dal libro sul caso della Facoltà di Farmacia dell’Università di Catania della regista  Costanza Quadriglio  presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia. Una storia vera di vita in laboratori universitari che non vorremmo mai più sentire.
Quello che vorremmo invece continuare a sentire sono le voci degli scienziati italiani che chiedono maggior riconoscimento nel loro Paese. Il blog della SCI in considerazione del suo ruolo istituzionale di riferimento per i chimici affronta la questione dai problemi particolari della chimica che nella fatti specie sono non solo per il riconoscimento a livello politico ma della società tutta. La chimica infatti paga la solita dicotomia scienza buona/scienza cattiva che altri ambiti scientifici non conoscono oltre al mancato riconoscimento pubblico e politico che invece è comune a tutte le scienze. I nostri blogger affrontano queste questioni tra l’altro anche in I due volti della chimica e in Libere divagazioni di un chimico.

Paolo Pascucci nel blog Questione della decisione è stato letteralmente sul pezzo con aggiornamenti ora per ora. Se volete riprendere i fili del discorso comprendendo in quale situazione si collocano le informazioni più chimiche del blog della SCI non vi resta quindi che passare da Paolo alla voce “Siria“.
In queste settimane sono stati assegnati i prestigiosissimi Premi Nobel. E Paolo Pascucci ha dato notizia di tutti i vincitori con la stessa dovizia di particolari del caso Siria. Se ve ne siete perso qualcuno cercateli nel suo blog. Io vi segnalo in particolare i tre vincitori del Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina 2013 James E. Rothman, Randy W. Schekman  e Thomas C. Südhof per le loro scoperte sulla regolazione del trasporto vescicolare, uno dei più importanti sistemi di trasporto delle nostre cellule a cui sarebbe associato un giochino sui gruppi sanguigni molto divertente dal titolo The blood typing game.
Ancora sugli scienziati nel blog Questione della decisione troviamo anche Le cantonate scientifiche della storia, una riflessione da un’articolo sulla creatività letta sull’Internazional. Dopo gli scivoloni il nostro prolifico bloger cerca di riabilitre gli scienziati puntando anche lui sulle arti. All’ultimo Festival della letteratura di Mantova che è svolto proprio in queste ultime settimane si è parlato anche di OGM con l’aiuto del noto esperto in materia Dario Bressanini del blog La scienza in cucina. Qui il video dell’incontro coi lettori. Mentre qui trovate le preoccupazioni degli scienziati per il futuro della ricerca se l’Europa diventasse restrittiva sulla sperimentazione animale come sta facendo l’Italia.

Un po’ di elettrochimica

pila-a-combustibileUsciamo dalla scottante questione siriana e dagli umori altalenanti degli scienziti tra entusiasmo per il Premio Nobel e preoccupazioni varie, ed entriamo nel mondo più rassicurante dell’elettrochimica. Oddio, “rassicurante”… non che in quest’ambito manchi la tensione. Margherida Spanedda del blog Un po’ di chimica inizia il suo viaggio alla scoperta della pila con un po’ di storia, ovvero con la disputa Galvani/Volta e il percorso sperimentale che Volta ha fatto per arrivare alla sua invenzione. Quello che oggi sembra uno strumento banale nella sua costruzione ha permesso ai laboratori di avere a disposizione corrente continua ma anche di  perfezionare e approfondire esperimenti cruciali come l’elettrolisi dell’acqua. Si tratta quindi di un evento cruciale per lo sviluppo della chimica. Nel post La pila, un po’ di chimica Margherita entra più nel vivo dell’argomento partendo dalla testimonianza degli studenti  di Volta che videro la dimostrazione dell’esperimento e concludendo con un power point che spiega in modo elementare il funzionamento della pila. Nel terzo e ultimo contributo dal titolo La pila un po’ di creatività ci parla infine di galvanotecnica con qualche cenno storico sugli scienziati italiani considerati i padri di questo ramo dell’elettrochimica e sull’arte raccontando gli straordinari effetti artistici che una conoscenza profonda dell’ossidazione anodica, quale quella di uno scienziato come Pedeferri, può creare sulla superficie del titanio. Nel caso qualcuno si perdesse in tanta luce, la nostra blogger ha messo anche un piccolo riassunto della trilogia.

Concluso, per ora, lo spazio sull’elettrochimica, Margherita non ha però rinunciato a fornire la sua opinione sul primo incontro con la chimica che si può avere oggi, a scuola ma non solo. Così sulla scia di Chimicare.org ha riacceso la discussione a distanza con alcune riflessioni. Vi segnalo in particolare: Il chimico: questione di punti di vista, sull’immagine del chimico visto dagli altri da se stesso e da un punto di vista ideale, Chimica? sulla definizione di chimica e sulla difficoltà di avere oggi imprinting precoci di chimica, e Della materia, ovvero la definizione dell’oggetto di studio della chimica. L’argomento è vasto e ciascuno può contribuire al dibattito aggiungendo le sue esperienze od opinioni anche nei prossimi carnevali.

Amici vecchi e nuovi o rentrée

Visto che lo abbiamo citato passiamo ora ai contributi di Chimicare.org. Il nostro network di riferimento per la diffusione della scienza e della cultura chimica di qualità ha all’attivogià diversi contributi perfetti per il nostro tema. Basta cercare nel ricco archivio lo strumento che vi interessa col motore di ricerca interno e vedere se è già stato citato. Per questa edizione del Carnevale ha però realizzato due bellissimi post sull’abc dell’armamentario del chimico firmati da Sergio Barocci: la vetreria prima e seconda parte. Sempre per il tema “Gli strumenti della chimica”, Chimicare.org ha sfornato anche bellissimi contributi sulla matematica e l’informatica per il chimico. Non le si può chiamare “strumenti” in senso stretto, ovvero di oggetti fisici da toccare, ma alla fine si “maneggiano” quasi come tali. E sono anzi due strumenti che fanno parte dell’armamentario base per chi si occupa di chimica, sia a livello teorico che pratico. Tanto è vero che il Nobel per la chimica quest’anno è andato a come riconoscimento dell’importanza che le applicazioni informatiche da loro messe a punto hanno avuto per tutta la chimica. sui link che ho inserito trovate tutti i post realitivi alla matematica e all’informatica in chimica. Io ci tenevo a segnalarvi in particolare La cultura matematica a servizio del chimico: intervista a Matteo Stocchero.

Chissà se e erano studenti brillanti da giovani o anche loro hanno preso cantonate pazzesche e fatto scivoloni come quelli che Marco Capponi ci racconta nel post Stramberie periodiche. Sono così assurde e inverosimili che se non ne avessi viste e sentite di tutti i colori nei laboratori scolastici e universitari non ci crederei. Però un sorriso lo strappano di sicuro. Basta non pensare che in Italia potrebbero esserci laureati in chimica che “disquisivano sulla tossicità o meno del cianuro” o “correvano per il laboratorio alla ricerca disperata del bidone per gli alcali perché vicino a quelli di acidi e basi non c’era”. Beata gioventù! Per non lasciarvi con un sorriso amaro stampato in faccia vi segnalo post sulla chimica fatta come si deve: L’ammoniaca in un minuto e mezzo, Storia dei veleni, Un elettrodi fortuna per H2O2 e Quanti saggi per il Pd che non riguarda un problema politico, ma i metodi di analisi del Palladio. Anche se – pensandoci – potrebbe essere un suggerimento per la sinistra! Ma lasciamo al Pd il solito compito di sbagliare da solo e continuiamo con le novità.

vetreriaTra le new entry di questo carnevale iperesteso voglio segnalarvi per primo Moreno Colaiacovo, blogger di myGenomiX. In realtà come ricorderanno i meglio dotati di memoria tra voi Moreno è una reentrée in quanto conosce il carnevale e in passato vi aveva anche partecipato. Ma non occupandosi di chimica in senso stretto non pensa di avere molto da darci. Io trovo invece che dovrebbe proprio tornare a segnalarci i suoi preziosissimi post che oltre ad arricchire le nostre conoscenze hanno più a che fare con la chimica di quanto creda lui. Questa volta l’ho coinvolto perché mi sembrava inerente al tema “strumenti della chimica” il post sulla Fine del sogno di Jurassic Park. A dare la triste notizia ai vari scienziati che speravano di poter clonare un giorno un animale preistorico, estraendone il DNA da un reperto fossile, sono alcuni ricercatori dell’Università di Manchester, con un articolo pubblicato su Plos One, come ci racconta appunto Moreno. Inoltre anche il nostro genetista affronta tutte quelle difficoltà di rapporto tra scienza, politica e società che preoccupa tutti gli scienziati senza distinzione, in particolare in Italia. Nel post L’editoria scientifica non funziona? affronta il tema della comunicazione/condivisione dei risultati tra scienziati, in Schiaffo alla scienza ci ricorda come il governo delle larghissime intese abbia detto no agli OGM. Un’altra questione spinosa che mette scienziati, politici, e cittadini gli uni contro gli altri è la fecondazione assistita con o senza dignosi pre-impianto (qui e qui). Insomma tutte quelle questioni che noi blogger scientifici affrontiamo nei nostri blog o sulla pagina Facebook di Dibattito scienza.

Un’altra “new entry non new entry” è Leonardo Petrillo, già blogger di Scienza e musica, che per questo carnevale contribuisce con due post pubblicati in chimiSPIEGA uno dei blog di Chimicare.org. Anche in questo caso il tema è affrontato nel senso di strumenti teorici a disposizione del chimico. Nel primo post intitolato Concetti utili per la chimica prima parte ci parla di limiti e derivate. Nel post-seconda parte ci parla invece di integrali e metodo di separazione delle variabili.

Insomma la new entry nel vero senso del termine è Andrea Zabiello che cura il blog Laboratorio Italia. Lo abbiamo lasciato per ultimo ma in fondo è quello che a questo Carnevale della chimica dedicato agli strumenti non poteva proprio mancare. Tutti i suoi post sono inerenti al nostro tema e visto che ve l’ho lasciato per ultimo potete entrare e girovagare un po’ tra i post del suo blog. Vi segnalo in particolare gli ultimi della sezione “Back ti school”, che descrivono alcuni dei test o degli strumenti base che tutti quelli che lavorano in ambito chimico o biochimico dovrebbero conoscere:  Il rischio chimico in laboratorio, come evitarlo, e Test immuno-enzimatico ELISA che adoravo.

Alla prossima

Bene, dopo questa lunga carrellata di contributi vi chiedo: vi siete divertiti? Vi ho fatto attendere e saltare un’edizione del Carnevale, ma il post vale quasi doppio. Diciamo che siamo quasi pari. Ma saprò come farmi perdonare del tutto. Non il prossimo mese però: lasciate che prima finisca di risolvere i miei guai. Intanto…

Chi sarà a tirare le fila del prossimo Carnevale della Chimica? Ma colei che ha illuminato questa edizione del  Carnevale della chimica: Margherita Spanedda. Non voglio rovinarle la sorpresa quindi dico solo che in qualche modo ci sarà ancora la creatività ad aleggiare nell’aria. Per scoprire quale sarà il tema per il mese di novembre non vi resta che leggere il lancio nel suo blog.

Fonte immgini: DIA – Banca dati immagini per la didattica

7 risposte a Carnevale della chimica #32: gli strumenti indispensabili, utili e teorici per il chimico

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