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Carnevale della chimica #28: si parla di chimica dei gas

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E’ arrivato il momento che tutti i blogger aspettano ogni 23 del mese. Non è lo stipendio, ma qualcosa di ugualmente gratificante: è il giorno di uscita del post comprensivo di tutti i contributi arrivati per il Carnevale della chimica del mese in corso.Oggi è il giorno della chimica dei gas, il tema che ho scelto per l’edizione numero 28. Senza ulteriori indugi apriamo le danze.

Iniziamo da chi ci ha passato il testimone, ovvero Marco Capponi che tra l’altro è stato anche il primo ad aver inviato i suoi contributi. Come antipasto ci serve un bel post “Concerto di antiche arie chimiche“, ove passa in rassegna nomenclatura antica e nuova dei gas nell’epoca della chimica pneumatica (seconda metà del XVIII sec.). E subito dopo ci porta nel mondo del cinema “nientepopodimenoche” con Charlot alle prese col protossido di azoto, gas all’epoca molto usato come anestetico soprattutto negli studi dentistici ma dagli effetti collaterali a dir poco …esilaranti. Successivamente ci porta alla scoperta del fosgene, un gas usato durante la Prima guerra mondiale e per questo molto meno simpatico. Marco chiude infine i suoi contributi per questo Carnevale facendoci una breve cronistoria del gas illuminante  Chissà magari per riaccendere una luce nei nostri cervelli (e nelle nostre coscienze) dopo il buio portato dal tema del post precedente.

Il prossimo campione di celerità quanto a invio dei propri contributi è Paolo Alberto del blog Chimica sperimentale che raccoglie il nostro invito parlandoci anche lui dei gas bellici, dal punto di vista chimico e storiografico. Il tema come vedete è molto sentito. Ci sarebbe da fare un trattato sull’argomento che si presta tra l’altro a diverse considerazioni che vanno dalla chimica in senso stretto alla storia e filosofia della scienza. Noi ci fermiamo qui per ora, ma se qualcuno volesse approfondire è bene che si salvi i post dei due colleghi come punto da cui partire.
P.S. consuetudine vuole che Paolo Alberto tratti i suoi temi in modo “sperimentale”. Per noi ha fatto un’eccezione, visto anche il tema!

Gay-LussacE andiamo avanti perché è già pronto ad attenderci Leonardo Petrillo di Scienza e musica con un altro bel contributo a tema. Niente gas bellici stavolta, ma rimaniamo nello storico perché l’argomento da lui scelto è una breve biografia del chimico e fisico francese Joseph Louis Gay-Lussac  con particolare riferimento alla controversia, che lo ha visto protagonista come risolutore, in merito alla dilatazione dei gas. Per chi non lo ricorda, sulla dilatazione termica dell’aria erano state compiute ricerche da parte di svariati scienziati nel XVIII secolo (Amontons, Deluc, Berthollet, Volta, ecc.), ma le conclusioni non erano tutte in accordo fra loro. All’interno del contributo di Leonardo vengono illustrate anche le famose 2 leggi di Gay-Lussac sulle trasformazioni (isobare ed isocore) che interessano i gas perfetti, con i dettagli storici significativi che mai sono presenti nei libri scolastici. La parte conclusiva del post è focalizzata infine sulla legge dei volumi di combinazione, sempre di Gay-Lussac, e sulle sue ricerche meno conosciute.

Per un soffio giù dal podio della celerità troviamo Carlo Consoli del blog di istigazione alla conoscenza Lidi matematici. Benché trattasi di spazio prevalentemente matematico Carlo è riuscito a tirar fuori dal cilindro magico che è il suo archivio un post che capita, come si suol dire, a fagiolo vista l’imminente prova costume con cui ci troveremo tutti a fare i conti molto prima di quanto vorremmo. Quando il Sole si deciderà ad arrivare, of course. Titolo del suo post Perché gli sportivi sono così magri? In cui ci dà notizia dello studio dell’Istituto Karolinska  che ha dimostrato come basta una sola ora di esercizio fisico per modificare, istantaneamente, la configurazione dei geni destinati a gestire la ripartizione dei grassi. Qual è il nesso con la chimica? Semplice, che alla base di un simile “miracolo” c’è il modo in cui le cellule muscolari trattano il gruppo metilico dei grassi durante l’esercizio fisico. Ma non provate a fare i furbetti: perché funzioni da brucia-grassi l’esercizio deve essere intenso.
Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a Carlo e a tutti i colleghi matematici a partecipare comunque anche alle prossime edizioni del Carnevale della chimica. In fondo si tratta di pubblicare anche un solo post in un mese e non necessariamente inerente il tema scelto dal blogger ospitante. Per loro e per tutti gli appassionati di matematica anticipo che comunque prossimamente offrirò loro un’occasione interessante per partecipare. State in campana!

formazione-universoDai matematici ai fisici. Anzi, gli astro-fisici. È la volta di Francesca Stucchi, responsabile del blog Notizie dal Cosmo che ci segnala il suo post sulle scoperte del telescopio ESA Planck in merito alla radiazione di fondo. Per i poco pratici di cose cosmiche, Planck è un telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea lanciato nel maggio 2009 e localizzato nel punto L2 (L=lagrangiano) a 1,5 milioni di km dalla Terra con l’obiettivo di mappare la radiazione di fondo presente nel Cosmo, ovvero la radiazione detta CMB – Cosmic Microwave Backgrond che rappresenta ciò che ci resta del Big Bang. Capite dunque perché i risultati per molti versi sorprendenti di Plank possono aiutarci a scoprire qualcosa di nuovo sull’evoluzione del Cosmo stesso.

Rimaniamo nello spazio siderale perché un’altra scoperta recentissima ha scosso il mondo dell’astrofisica di recente. Ce la raccontano gli amici di Gravità zero nel post la Rivoluzione sulla “chimica” dell’universo? riportando lo studio di un gruppo di chimici della Università Statale di Milano che ha scoperto e definito il processo, alternativo a quello finora ipotizzato, alla base della formazione dell’idrogeno molecolare nella polvere del mezzo interstellare. Per approfondire potete leggere il post dove troverete tutti i riferimenti allo studio pubblicato su PNAS e al coordinatore del team che l’ha realizzato, il professor Rocco Martinazzo del Dipartimento di Chimica dell’università di Milano.
Loro non me li hanno segnalati, ma ci tenevo a presentarvi nel corso di questo Carnevale anche il post dedicato a Scienza under 18 – la scienza si impara giocando dove c’è il resoconto di tutto un fiorir di idee di chimica per giovanissimi a primavera, il post dal titolo provocatorio ma non troppo Le nanotecnologie ci salveranno, Vaccini: una sfida per la mente che ben si ritrovano come alter ego del solito discorso sulla chimica “cattiva” e infine Come l’ingegneria tissutale può aiutare la rigenerazione del nervo periferico

Dai fisici si torna ai chimici con il blog Un po’ di chimica di Margherita Spanedda che ci propone un post in cui ripercorre le tappe storiche della chimica pneumatica con particolare riguardo agli strumenti di misura. Non si può proprio dire che l’interesse per la storia della chimica. Se, come sembra dai vostri contributi per questo Carnevale, la cosa vi interessa davvero vi segnalo il XV Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica che si terrà a Bologna dal 18 al 20 Settembre 2013.

Altrimenti fate tutti insieme un salto nel futuro con me perché gli amici di Scientificast ci hanno preparato un bel pezzo sull’economia dell’idrogeno e la produzione di energia nel prossimo futuro. Come non apprezzare in tempi di crisi come questo?

Di gas ci parla anche Palmiro pubblicando sul suo blog Knedliky un bel post sull’Ossido nitrico, come modulatore intercellulare. Un gas amico dunque e che funziona a piccole, piccolissime dosi. Nel farlo ci ricorda però anche di un suo post più datato in cui parlò dell’anidride carbonica, e dei suoi effetti sulla fisiologia in condizioni di salute e in presenza di patologie varie, che noi prontamente rilanciamo in quanto in tema perfetto con l’attuale edizione del cdc.

E adesso tocca a Chimicare, fonte inesauribile di post su tutti gli argomenti di chimica possibili e immaginabili, che dal suo archivio ci tira fuori, come antipasto, l’azoto è una miscela gassosa ad alto rischio? Un titolo volutamente ironico per un pezzo spassosissimo, ma che diventa subito un po’ meno divertente se si pensa al motivo per cui è stato scritto: l’ennesima sciocchezza colossale in cui ogni tanto qualche giornalista inciampa miseramente. Si parla di gas anche nel post il numero di Avogadro: un ponte tra il mondo macroscopico e quello delle molecole e in quello su la chimica della putrefazione. Sempre dal blog Chimicare riusciamo  recuperare una biografia di Robert Boyle scritto da Leonardo Petrillo sul sito del Carnevale della chimica . E ancora sui gas può essere interessante avventurarsi a scoprire che cos’è il fuoco.

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Quasi sul filo di lana del countdown per l’invio dei contributi arriva Paolo Pascucci del blog Questione della decisione che ci propone due post sui gas molto 2.0. Il primo riguarda infatti Laboratorio virtuale di chimica, un progetto collettivo messo a disposizione da ChemCollective, per fornire risorse per l’insegnamento della chimica. Io un’occhiatina gliela darei, non si sa mai che ci si trovi qualche argomento interessante da usare come spunto anche per le prossime edizioni del Carnevale della chimica. Il secondo post ha un titolo che è quasi un ossimoro: Ghiaccio che brucia. Tema della sua dissertazione sono i gas idrati di cui non si sente parlare spesso ma che potrebbero nascondere interessanti risorse energetiche per il futuro. È un contributo come dicevo 2.0 perché per ricordarci della loro esistenza Paolo ci segnala un video molto chiaro tratto da Geo Scienza tratto da Youtube.

L’ultima arrivata sul suono del gong per un problema nell’invio è Teresa Celestino che nel suo blog ci parla dell’influenza del cloro. E meno male che ci si è accorti in tempo dell’inghippo perché sarebbe stato un peccato perdere il suo interessantissimo contributo. Il titolo nasconde infatti un doppio senso. Nel testo si narra che nel marzo del 1924 il Journal of the American Medical Association annunciò infatti la scoperta di una cura per l’influenza e per i comuni malanni della stagione fredda. Il trattamento consisteva nell’esporre i pazienti a basse concentrazioni di cloro gassoso in apposite camere per circa un’ora, in modo da sterilizzare l’apparato respiratorio. La terapia basata sull’inalazione del cloro fu seguita dal Presidente Calvin Coolidge, come riportò in prima pagina il Washington Post: “Chlorine gas, war annihilator, aids President’s cold”. Non solo Coolidge, ma quasi duecento rappresentanti del mondo politico passarono attraverso le camere al cloro. Presto il desiderio di servirsi di questa cura innovativa si diffuse presso la gente comune, tanto che nelle farmacie si rese disponibile la “Chlorine Respirine”, una versione economica della terapia commercializzata sotto forma di tubetto contenente 50 dosi “dello stesso cloro raccomandato dal Ministero della Sanità americano”. E meno male che non abbiamo ora una cosa simile altrimenti vedremmo passare dalla camera del cloro al massimo Topo Gigio.

E ridendo e scherzando siamo arrivati alla fine. Restano giusto i miei contributi. Il primo è dedicato ai gas idrati. Evidentemente Geo Scienza è riuscito a calamitare l’attenzione del pubblico verso questi gas intrappolati in una struttura ordina cristallina. L’importanza dei gas idrati, al di là delle curiosità strutturali o funzionali (secondo alcuni sarebbero implicato persino nel mistero del triangolo delle Bermuda), risiedono nelle potenzialità ancora tutte da scoprire come fonti energetiche del futuro. Il mio secondo contributo riguarda invece un futuro ipotetico. In esso analizzo infatti cosa accadrebbe se la composizione dell’atmosfera dovesse improvvisamente cambiare. Ma per leggerlo dovrete aspettare ancora un po’ (l’ho scritto in treno col vecchio sistema della carta e penna e mi ci vuole il tempo per riversarli in formato digitale).

Intanto non avrete di che annoiarvi con tutti questi interessantissimi contributi. Ma non ci mettete troppo perché il blogger che ospiterà il prossimo Carnevale della chimica già scalpita per avere il suo testimone. Non vi svelo nulla di più lasciando a Gianluigi Filippelli il compito di presentarvi il tema per il Carnevale della chimica #29 che sarà ospitato nel suo blog Dropsea.

8 risposte a Carnevale della chimica #28: si parla di chimica dei gas

  • Ciao Emanuela,
    questo Carnevale è la dimostrazione che si può trattare un classico della chimica in modo non pedante. Da studenti universitari gli studi relativi ai gas, specialmente per chi partiva con una preparazione di base in chimica scarsa o nulla, costituivano il primo contatto con questa scienza. Questo fatto, unito alla affascinante “matematizzazione” del comportamento di elementi e composti in fase gassosa, lascia spesso un ricordo non gradevole di questa parte del programma di studi (l’aggettivo “affascinante”, tanto per cominciare, una matricola del primo anno alle prese con le equazioni dei gas lo pronuncia più difficilmente…). Poi, con il passare del tempo, si scopre che la “chimica pneumatica” (per usare una dicitura di qualche secolo fa) riserva gradevoli sorprese anche a livello divulgativo. E questa edizione del Carnevale è sicuramente un buon punto di partenza per quegli studenti a cui non viene dato alcuno stimolo oltre modelli ed equazioni insegnate in modo arido e poco accattivante.

    • Allora immagino che ti stimolerà il mio contributo mancante su cosa accadrebbe se la chimica dei gas nell’atmosfera non fosse quella che è. 🙂
      Arriva tra un po’. Vorrei quasi proporlo come tema trasversale ai Carnevali della chimica: “E se la chimica…” dove se qualcuno volesse ragionare per ipotesi su cosa sarebbe stato o su cosa sarebbe il presente o il futuro se la chimica non fosse quello che è.

      è un esercizio complicato (per questo proporlo come tema mensile ma come tema trasversale nei mesi) che però potrebbe rendere “affascinanti” anche temi di solito ritenuti noiosi o addirittura antipatici come appunto i gas 🙂

  • Marco scrive:

    Brava Emanuela! Una bella sfilata… piccola nota che mi riguarda: il fosgene è stato usato durante la PRIMA Guerra Mondiale! A presto e grazie ancora per avermi riservato l’apertura del Carnevale! MC

  • Franco scrive:

    La nostra Emanuela è riuscita ad attirare intorno ad un grande classico della chimica (finalmente: se ne sentiva quasi il bisogno!) effettivamente un bel po’ di di contributi, ed anche alcuni blogger che non ricordavo di aver letto prima, non sul Carnevale della Chimica.
    Grazie davvero di tutto, e in bocca al lupo Gianluigi!

    • Eh ma a me è rimasto ancora qualche colpo in canna. A parte il futuro ipotetico che è in arrivo avevo anche lo scambio dei gas nel sangue… un tema che adoro.
      Qunto al coinvolgimento per il prossimo conto di fare ancora meglio a costo di cercare i blogger uno per uno 🙂

  • Carente di immagini? In effetti… ma preferivo pubblicare i vostri contributi che sono l’anima del Carnevale e controllare che tutti i link fossero al posto giusto. All’estetica ci posso pensare adesso che è tutto fatto 🙂

  • Paolo Pascucci scrive:

    Bel lavoro Emanuela e ben ritrovata nei carnevali! Magari è un po’ carente di immagini ma fa niente, sei troppo impegnata e poi usi ancora carta e penna, sistemi validissimi ma più lenti. Quel che conta comunque è la sostanza e il fatto che al richiamo hanno risposto in molti!

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