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Studenti di chimica a lezione di murales

Murales-cibiana-belluno

Un nuovo progetto di studio sui murales porterà trenta studenti del corso di chimica del restauro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia a Cibiana, in provincia di Belluno, dove c’è uno dei luoghi a più alta concentrazione di questo genere di opere d’Italia.

Non è la prima volta che si sente parlare di chimica applicata all’arte. Ma quella che vivranno i ragazzi dell’ateneo veneziano e i due docenti accompagnatori il 22 e 23 ottobre sarà un’esperienza del tutto nuova. Intanto non ci sarà il solito trasloco di opere al laboratorio perché a spostarsi  per una lezione universitaria fuori dall’ordinario saranno loro i quali si recheranno direttamente in quello che è stato definito e non a caso il “paese dei murales” per toccare con mano gli affreschi che abbelliscono i suoi caratteristici borghi. Ce ne sono, infatti, ben 52 dislocati per le vie del paesello di appena due mila anime ai piedi del monte Ritee di cui i primi risalgono al 1980. Non si parla certo di una storia lunghissima se paragonata alla età media delle opere che di solito interessano i chimici, ma anche queste opere hanno parecchio da raccontare e gli studenti avranno il compito di dar lustro alla loro voce.

Autopsia su parete

I giovani ricercatori prenderanno in esame 5 murales e compiranno sulle opere una sorta di “autopsia”. Ne ripercorreranno la storia, esamineranno i colori, la composizione chimica degli stessi, approfondiranno come sono stati usati e verificheranno quali conseguenze potrebbero aver registrato le condizioni meteo sulle opere; cercheranno anche di stabilire se l’esposizione al sole, piuttosto che all’ombra, può aver determinato qualche problema sullo scrostamento.

Il gruppo avrà il supporto di Vico Calabrò, il numero uno degli artisti del settore, che ha firmato i primi capolavori di Cibiana, nonché di Giovanni Sogne e di Laura Ballis, altri due apprezzati autori; i quali, fra l’altro, sono intervenuti recentemente nel restauro di 5 pitture. «So che gli artisti sono entusiasti di poter mettere a disposizione la loro scienza e che gli universitari sono ancor più in fibrillazione per il sospirato confronto», fa sapere il sindaco di Cibiana, Luciana Furlanis, che ha organizzato l’evento. «I risultati di questa verifica sul campo, soprattutto per i risvolti sulla chimica dell’affresco e del restauro», prosegue la prima cittadina, «sono molto attesi, perché daranno modo di trovare la soluzione tecnica per tempi più lunghi di durata delle opere».

Laboratorio permanente

Quello che inizierà tra qualche giorno sarà dunque il primo di una lunga serie di stage formativi che si implementeranno il prossimo anno. E non solo per i murales, anche per la tipica architettura di Cibiana, con gli storici tabià, uno dei quali è stato restaurato in centro culturale e per attività congressuali (ovvero il taulà dei bos). Il sogno della neosindaca, accanto a quello dell’albergo diffuso che si concretizzerà dal prossimo anno, è di fare di Cibiana una succursale-laboratorio di quella che è una delle più autorevoli università italiane, Venezia appunto.

La prospettiva, infatti, è anche quella del restauro dell’architettura rurale che è un vanto di Cibiana, non solo a livello di singolo immobile, ma anche di borghi, magari, appunto, da trasformare in alberghi diffusi. Proprio ieri Reinhold Messner, il fondatore del museo fra le nuvole, è ritornato sull’argomento raccomandando a Cibiana tempi rapidi, come auspica la stessa sindaca che, sempre ieri, ne ha parlato ai giornalisti che hanno accompagnato gli alpinisti bellunesi ed austriaci in visita tra Forno di Zoldo, Zoppè e Cibiana. Un progetto al quale potrebbe mettere mano la stessa Ca’ Foscari.

 

Fonte: Corriere delle Alpi

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