logo-chimicare descrizione-chimicare
Loading...

Neuroscienze al Museo: davanti a un ritratto il cervello si emoziona di più

Vermeer_ragazza-con-turbante

Ritratto o paesaggio? Per il cervello c’è differenza. Uno studio condotto dal dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza in collaborazione con l’Irccs Fondazione Santa Lucia e spin-off universitaria BrainSigns srl, ha permesso di scoprire che l’attività cerebrale dei visitatori di una galleria d’arte si differenzia a seconda del soggetto del dipinto. In particolare è stato rilevato che all’osservazione dei ritratti corrisponde una più ampia attività cerebrale nelle regioni prefrontali rispetto a quella dei paesaggi.

Vermeer: l’emozione nei ritratti

Le rilevazioni sono state condotte alle Scuderie del Quirinale nel mese di gennaio, durante la mostra su Vermeer e i suoi contemporanei, grazie alla collaborazione di Daniela Picconi della direzione del Museo capitolino (nella foto in alto uno dei ritratti più famosi di Vermeer). E questi primi risultati ottenuti sono stati inviati al Congresso mondiale di bioingegneria (Ieee-Embs) che si terrà ad Osaka nel mese di luglio. È la prima volta, infatti, che le attività cerebrale degli osservatori viene analizzata durante la visita ad una mostra vera, con dipinti autentici e, quindi, in un contesto reale anziché la solita simulazione in laboratorio con riproduzioni su schermo delle opere. L’unica differenza con una vera fruizione artistica in un museo era l’assenza di altro pubblico oltre ai 25 soggetti in esame. Ma la fattibilità dell’impresa dimostrata da questa prima ricerca è già degna di nota.

Tiziano: la pittura religiosa

Tiziano-Deposizione-di-CristoL’indagine però non si ferma. Babiloni e il suo team torneranno alle Scuderie del Quirinale per testare la stessa modalità di analisi con i quadri di Tiziano attualmente in mostra. L’attenzione verrà focalizzata sulle diverse “Deposizioni” di Tiziano (nella foto a lato “Deoposizione di Cristo”, Louvre, Parigi) per sondare, in particolare, le reazioni cerebrali degli osservatori di fronte alla pittura religiosa, nonché rispetto ai quadri raffiguranti i singoli soggetti. Nell’occasione verranno analizzate anche le reazioni alla struttura architettonica delle Scuderie del Quirinale e degli spazi espositivi.

L’idea è quella di riuscire ad analizzare la risposta emotiva e cerebrale delle persone di fronte alla fruizione di questi ambienti. Per il momento, infatti, l’obiettivo è di testare e affinare il metodo di indagine messo a punto dai ricercatori. I risultati aprono comunque la strada alla possibilità di comprendere come reagisce il cervello umano nei momenti di contemplazione estetica di opere d’arte.

EEG e algoritmi per “vedere” il cervello al lavoro

Per capire come questo sia possibile, bisogna andare a curiosare nel laboratorio di Babiloni. Lui e il suo team si occupano infatti di ricerche avanzate nel campo delle interfacce cervello-computer e, contestualmente a questo di tecniche di indagine dell’attività e della connettività corticale umana non invasive, ma ugualmente sofisticate e precise. Si tratta di un laboratorio interdisciplinare unico in Italia, per questo tipo di studi in cui trovano posto bioingegneri, fisici e neuroscienziati mossi dall’intento comune di comprendere come lavora il cervello durante i processi decisionali e come queste conoscenze possono aiutare nella messa a punto di dispositivi che possano essere guidati dalla mente umana. Per far questo è però necessario “vedere” il cervello in azione, dal vivo, possibilmente in contesti reali. Uno dei primi passi è stato dunque quello di sviluppare un sistema per la registrazione encefalografica non invasiva ad alta risoluzione grazie anche all’uso di algoritmi per la rielaborazione dei dati raccolti. Qui sotto vedete un’immagine rappresentativa di questo tipo di rielaborazioni. attività-cerebrale_tecniche-misurazione-non-invasive_Babiloni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

logo-divulgazione
logo-carnevale