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L’arte interpreta l’autismo: una mostra a Torino per la Giornata Mondiale

Arte-interpreta-autismo_Mostra-TorinoIl 2 aprile si celebrerà la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo 2014. Tra le tante iniziative messe in campo su tutto il territorio italiano, siamo lieti di segnalare la mostra “L’arte interpreta l’autismo” inaugurata questa mattina presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino alla presenza del Dott. Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, della “L’arte interpreta l’autismo” nasce nell’ambito del progetto “Il mio nome è autismo – 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo” grazie al contributo della dott.ssa Maria Emilia Seira Ozino che ne ha curato l’allestimento, della professoressa Eva Mariotti e dei ragazzi della 2^ A del Primo Liceo Artistico Statale di Torino, autori materiali delle opere. Tra loro Antonino Mancuso, ragazzo autistico che aveva già esposto in una personale alla galleria InGenio, del capoluogo sabaudo, ma che qui sarà affiancato dai suoi compagni di classe nel compito non facile di rappresentare un punto di vista di vista “differente” che lui conosce però molto bene vivendolo sulla sua pelle ogni giorno.

Arte e autismo

È ormai risaputo infatti che gli individui affetti da autismo sono capaci di raffigurare sensazioni in modi spesso assai sorprendenti. In particolare sarebbero tra i pochi fortunati a riuscire a sperimentare appieno quella modalità percettiva chiamata “sinestesia“. E osservando la destrutturazione formale che connota i quadri di Antonino Mancuso è piuttosto chiaro come questi siano “frutto di una diversa percezione”, come spiega Eva Mariotti, insegnante di discipline pittoriche del ragazzo. Volendo semplificare per chi non sapesse di cosa si tratta, la cinestesia è una sorta di “corto circuito tra due o più modalità sensoriali differenti che consente di associare tra loro percezioni visive, ad esempio, a suoni o viceversa come accadeva al grande Kandivski. Ma la peculiarità delle opere di Antonino non si esauriscono in essa. E lo si evince proprio dal confronto coi coetanei.

La differenza nel modo in cui Antonino e i suoi compagni si raffigurano il mondo emerge nel tratteggio e nel tipo di soggetti disegnati, ad esempio. Mentre le forme di questi ultimi “sono per lo più tondeggianti, con un immaginario legato ancora all’infanzia – prosegue la professoressa Mariotti – il tratto di Antonino esprime, in qualche modo, il mondo interiore di un adulto”.

Le sue linee, in effetti, sono spigolose, con “una continua interruzione, decostruzione e sovrapposizione delle figure”. Una modalità espressiva che Antony ha appreso da poco, e che tende a inquietare sua madre, la quale conserva ancora i paesaggi che il ragazzo disegnava alle medie. Ma la Mariotti assicura che “ci troviamo di fronte a un creativo istintivo il cui talento, se ben indirizzato, potrà dare frutti molto concreti”.

Autismo in classe

È molto interessante questo originale punto di osservazione sull’autismo offerto dalla mostra che va ben oltre il semplice intento celebrativo. Verrebbe da dire che sembra quasi di far parte di uno studio psico-sociale sul campo. Primo perché il progetto promosso dall’Associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angsa) in occasione della seconda Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, alla base dell’esposizione torinese ha coinvolto l’intera classe di Antonino, i cui membri hanno dovuto decostruire e rimettere su tela la propria visione del rapporto con lui e con la sua condizione grazie a un lavoro specifico promosso dall’Angsa in collaborazione con la fondazione Teda. Gli alunni in pratica sono stati sensibilizzati al confronto e al rapporto con la patologia. Secondo perché lo stesso percorso espositivo sembra creato apposta per metterci nei panni di una persona autistica, in quanto i quadri realizzati dai ragazzi, sono disposti in un percorso pensato proprio per essere fruito agevolmente dalle persone affette da disturbi dello spettro autistico: ogni opera è contrassegnata da un segnale posto a livello del pavimento, che indica il punto esatto in cui fermarsi per poterla ammirare al meglio. Di fianco a ciascun quadro, poi, è posizionato un sistema di feedback, con la raffigurazione in cartoncino di due “emoticons”, come quelle usate nelle chat e negli sms, che possono essere utilizzate per esprimere il livello di gradimento del quadro.

“La nostra associazione – spiega la presidente Angsa Arianna Porzi – svolge da anni questi tipo di attività nella scuola dell’obbligo, per migliorare il rapporto che i figli dei nostri soci hanno con i loro compagni. Con i quali, di solito, la relazione è già buona in partenza: più degli adulti, infatti, i ragazzi sono capaci di individuare dei canali di comunicazione istintivi, e proprio l’arte può rappresentare un ulteriore strumento, in questo senso. Noi, quindi, finiamo spesso per limitarci a fornire ai nostri figli e ai loro compagni degli accorgimenti e delle conoscenze sul modo ottimale per aggirare le difficoltà di relazione dovute alla patologia”. Il progetto è realizzato con il contributo del Fondo speciale per il volontariato in Piemonte. Per informazioni: www.angsapiemonte.it

La mostra

Per chi volesse partecipare alla mostra sarà aperta al pubblico con accesso libero da oggi fino al 5 aprile 2014 presso la Biblioteca di Piazza Carlo Alberto 3, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 9.30 alle 13.00.

L’arte interpreta l’autismo” è realizzata dall’associazione ANGSA Piemonte sez. di Torino, con il Contributo del fondo speciale per il volontariato in Piemonte – Centro Servizio Ideasolidale.

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Piazza Carlo Alberto, 3
10123 Torino (TO)
tel. +390118101150+390118101150
fax +390118121021
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