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Arte e gravidanza al Maxxi: via al nuovo progetto dall’idea di un collezionista ginecologo

Klimt-gravidanzaUna serie di incontri divulgativi per parlare alle donne incinte (ma non solo) del rapporto tra arte e dolce attesa. È l’idea rivoluzionaria del collezionista e ginecologo Antonio Martino che prenderà vita al Museo Maxxi di Roma dopo l’estate. Come è nata l’dea e come si è arrivati alla sua realizzazione per l’ente capitolino lo ha raccontato lui stesso nei giorni scorsi all’inviato di Artribune Massimo Tonelli.

Prima ha voluto però precisare il suo modo di intendere l’essere collezionista un po’ fuori dagli schemi per arrivare a spiegare come questo l’abbia portato innanzitutto a creare una rete di collezionisti (utilizzando anche facebook) e ad aprire le porte della sua casa per una serie di incontri culturali. E poi come da qui si sia arrivati all’ultimo progetto che è la risposta più naturale e fisiologica per il suo modo di intendere la vita, e quindi anche la professione di ginecologo e l’attività di collezionista, nel senso dell’impegno sociale e della solidarietà.

La voglia di costruire e di trovare sinergie positive sempre nuove hanno fatto il resto portandolo a trovare in quest’ultima idea la sintesi perfetta che coniuga la sua passione per l’arte a quella per la medicina. “Questa sinergia è la sintesi della mia vita e una sorta di subconscio bisogno di andare con l’una in soccorso dell’altra e viceversa per una sorta di equilibrio dinamico interiore che mi crea benessere e che comunque ho ideato con lucidità, maturità, lungimiranza e altruismo”, ha spiegato Martino.

Ma in cosa consiste questo progetto?

L’idea da cui si è partiti era semplice: parlare di arte e metterla in rapporto, mediante una serie di conferenze-lezioni, ai nove mesi di attesa che le donne vivono durante la gravidanza. Il difficile poteva essere realizzarla. Ma grazie alla sensibilità del presidente del Maxxi, del suo direttore e di tutto lo staff, è stato possibile mettere in piedi questo ciclo di sei incontri completamente innovativo destinato al genere femminile, alle donne in gravidanza senza alcun limite legato all’epoca gestazionale, alle neo-mamme in puerperio e in allattamento, ai partner, alle coppie e a chiunque voglia approfondire i temi dell’origine, dell’autopercezione corporea e della maternità, attraverso lo sguardo evolutivo dell’arte e della scienza medica.

L’obiettivo sarà ora quello di sdrammatizzare l’idea di una gravidanza medicalizzata, nel passaggio felice dall’ospedale al museo, luoghi germinali della vita, della creatività, del pensiero, in cui la donna verrà informata pure di nozioni mediche fondamentali, ma ritrovandosi al centro di relazioni vive e stimolanti, fondate sulla bellezza dell’arte e sulla cultura, per essere più pronta, insieme al nascituro, ad affrontare la nuova desiderata condizione esistenziale.
Fondamentale per il passaggio dall’idea alla realizzazione è stata la collaborazione con Miriam Mirolla, studiosa e docente di psicologia dell’arte all’Accademia di Belle Arti nonché mamma, che ha lavorato con Martino al concept e il contributo di Francesco Nucci, medico prestato all’arte, sensibilissimo all’argomento pure per i suoi studi di neurofisiologia che sarà tra i media partner insieme ad Artribune e Alba Auxilia attraverso la Fondazione Volume! di Roma di cui è presidente.

Non ci resta che attendere i frutti di questo intreccio di sinergie e vedere che tipo di incontri accoglieranno le future mamme e i visitatori al Maxxi.

 

Nell’immagine un dettaglio del dipinto di Klimt “La speranza II” del 1908 in cui l’Autore affronta ancora una volta il tema della maternità.

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